La parola che non ti aspetti

Credetemi sulla fiducia, o sulla fidanza, che è lo stesso

Una parola ormai obsoleta, ma ancora registrata dai dizionari dell’uso è fidanza ‘fede, fiducia’, oggi vivente attraverso il verbo derivato fidanzare, usato, in realtà, solamente nella forma reciproca, cioè fidanzarsi (letteralmente ‘darsi fiducia’ o, più prosaicamente ‘scambiarsi un impegno’). Non sono molto lontani, comunque, i tempi in cui fidanzare era un verbo transitivo, e si… continua a leggere

Lo sapevate che?

“Ciao”, “arrivederci” e “salve” non sono del tutto intercambiabili

Ciao è la formula di saluto adatta a chi si dà del tu, e dunque in condizioni di familiarità. Arrivederci è la formula di congedo di media formalità, adatta soprattutto a chi si dà del lei. Salve (pur derivando dal latino ed essendo usato, nel passato, anche come forma aulica) è oggi perlopiù avvertito come… continua a leggere

Lo sapevate che?

Perché qualcuno pronuncia, e scrive, “pultroppo” anziché “purtroppo” e “Isdraele” anziché “Israele”?

Perché certi nessi consonantici sono scomodi da pronunciare e dunque si sviluppa una consonante di appoggio per agevolarne l’articolazione (Isdraele: il fenomeno viene definito epentesi, in fonetica), oppure la prima consonante, che è uguale a una consonante successiva, si trasforma in un’altra, alleggerendo l’articolazione della parola (pultroppo: il fenomeno è detto dissimilazione, in fonetica). Naturalmente,… continua a leggere

Lo sapevate che?

Perché “tensione” si scrive con la s, mentre “intenzione” e “ritenzione” con la z?

Sempre a causa del latino, da cui l’italiano deriva. Tensione deriva da una forma di supino del latino tendo: tensum; invece intenzione, ritenzione (idrica), attenzione derivano da forme latine che avevano la t anziché la s, che ha dato vita alle forme italiane in z. Ogni volta che avete un dubbio su come si scrive… continua a leggere

Lo sapevate che?

“Coscienza” si scrive con la i. Ma allora perché “conoscenza” è senza i?

Tutta colpa del latino, in cui il verbo scio, che significa ‘so’, ha la i, mentre cognosco ‘conosco’ non ce l’ha. E di conseguenza si comportano i derivati italiani: coscienza, incoscienza, scienza con la i (perché derivano da scio); conoscere, conoscenza, riconoscenza senza i (perché derivano da cognosco).