La parola che non ti aspetti

Un volatile che ci vede poco o che si vede poco?

Il comune usignolo era già molto noto nel mondo romano antico come eccezionale cantore. Il naturalista Plinio il Vecchio dedica alla straordinaria capacità di modulare la voce di questi piccoli pennuti un intero capitolo della sua Naturalis Historia, il 43 del decimo libro. Per altri versi, Orazio (Satire, II, 3, 243-246) ricorda, come esempio di… continua a leggere

Lo sapevate che?

Perché qualcuno pronuncia, e scrive, “pultroppo” anziché “purtroppo” e “Isdraele” anziché “Israele”?

Perché certi nessi consonantici sono scomodi da pronunciare e dunque si sviluppa una consonante di appoggio per agevolarne l’articolazione (Isdraele: il fenomeno viene definito epentesi, in fonetica), oppure la prima consonante, che è uguale a una consonante successiva, si trasforma in un’altra, alleggerendo l’articolazione della parola (pultroppo: il fenomeno è detto dissimilazione, in fonetica). Naturalmente,… continua a leggere

La parola che non ti aspetti

I dolori del matematico hanno a che fare con i piedi

Chi ha sofferto di calcoli renali sa che il dolore che provocano è... incalcolabile. Ma qual è la relazione tra le pietruzze di sali minerali o altro materiale che si formano negli organi cavi del corpo umano e le operazioni matematiche che portano, sorprendentemente, lo stesso nome? Come spesso avviene per queste coincidenze, le due… continua a leggere