La parola che non ti aspetti

I giovani sono come i maghi: dei gran perdigiorno

Una cosa di poco conto in italiano ha vari nomi bizzarri, inezia, quisquilia, bazzecola, pinzillacchera, alcuni derivanti dal latino, altri di origine incerta. Un’origine, non latina, davvero curiosa è quella di bagattella, altro sinonimo del gruppo, a sua volta imparentato con una serie di parole dialettali settentrionali che indicano una certa categoria di persone, quelle giovani o immature.

Bagattella è, infatti, corradicale del milanese bagai ‘ragazzo’, spesso alterato in bagait ‘ragazzino’, l’emiliano bagai ‘bambino’ o ‘cosa di poco conto’, il veneto bagajo ‘aggeggio, oggetto generico’, il piemontese bagajo ‘buono a niente’. Da bagai, inoltre, sempre in emiliano è derivata una parola parzialmente italianizzata: bagaglio ‘persona o oggetto senza qualità particolari, di poco valore’. Questo bagaglio, però, è altra cosa rispetto all’italiano bagaglio, che viene dal francese bagage ‘bagaglio’, a sua volta di origine incerta. Va detto, tra l’altro, che la forma primitiva dell’italiano bagaglio era bagaglia, al femminile, attestata fin dal Cinquecento, modificata al maschile tra il Seicento e il Settecento. Le due forme hanno convissuto fino a metà Ottocento; Manzoni, nell’edizione dei Promessi Sposi del 1827 aveva scritto (cap. 29):

oltracciò, la più parte de’ barcaiuoli, temendo d’esser forzati a condurre soldati o bagaglie, s’erano rifuggiti, colle loro barche, all’altra riva.

Nell’edizione del romanzo del 1840 il passo fu così modificato:

oltre di questo, la più parte de’ barcaioli, temendo d’esser forzati a tragittar soldati o bagagli, s’eran rifugiati, con le loro barche, all’altra riva.

Da quel momento, bagaglio divenne l’unica forma usata.

L’origine comune di bagattella e dei nomi dialettali per indicare i giovani è Bagatto, l’antico nome italiano della città di Baghdad, oggi capitale dell’Iraq. Nel Medioevo da questa città venivano molti giocolieri, tanto che divenne comune dare a qualcuno del bagatto per definirlo un buffone, uno scioperato, un buono a nulla. Un po’ come oggi alcuni usano napoli (con la lettera minuscola) in senso dispregiativo:

nàpoli s. m. e f. [dal nome della città di Napoli]. – 1. s. m., region., spreg. Designazione e appellativo ingiurioso, usato talvolta per designare i napoletani o, più generalm., un meridionale immigrato nel Nord d’Italia: gente come si deve e … ladri, baresi, ruffiani, abruzzesi, napoli e veneziani (Giovanni Testori). (http://www.treccani.it/vocabolario/napoli/)

Bagatto ‘Baghdad’ ha dato anche il nome al Bagatto, il mago, prestigiatore, ciarlatano raffigurato sulla omonima carta dei tarocchi (il gioco fu inventato tra il Trecento e il Quattrocento). Addirittura, bagattella e tutte le altre parole corradicali, comprese anche bagattelliere ‘prestigiatore’ o ‘burattinaio’ e bagattellare ‘giocherellare, perdere tempo’, potrebbero essere figlie di questo Bagatto. Più antico del Bagatto, quindi derivato direttamente da Bagatto ‘Baghdad’, è, invece, il bagattino, una moneta di valore minimo, coniata in molte città dell’Italia del Nord tra il Duecento e il Trecento.
Fabio Ruggiano

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