Lo sapevate che?

Quando accentare un monosillabo?

Dieci sono i monosillabi italiani che vogliono obbligatoriamente l’accento, per distinguerli dagli equivalenti monosillabi non accentati:

1) è terza persona singolare del presente indicativo del verbo essere, distinto da e congiunzione;

2) terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare, distinto da da preposizione, e da da’, con l’apostrofo, imperativo di dare;

3) avverbio di luogo, distinto da la articolo e pronome;

4) avverbio di luogo, distinto da li pronome (e articolo dell’italiano antico); evitare la forma erronea, sebbene tuttora comune nell’italiano burocratico, Messina lì 27 novembre, per le date: in quel caso, infatti, li è un retaggio dell’antico articolo plurale li (utilizzato anche per i numeri delle date) e non avverbio di luogo, e pertanto va scritto senza accento;

5) congiunzione di negazione, sinonimo di neppure, nemmeno, neanche, distinto da ne pronome; per es.: non ne voglio sapere più niente, né di te né di lui;

6) pronome riflessivo di terza persona singolare e plurale, distinto da se congiunzione; talvolta si può trovare scritto se stesso, se stessi, senza accento, ma è meglio scrivere sempre pronome con l’accento, anche quando è seguito dal rafforzativo stesso; talora al plurale si trova loro stessi, ma è meglio sé stessi, perché loro non è riflessivo: sono egoisti perché pensano solo a sé stessi (o anche: solo a sé);

7) affermazione, distinto da si pronome riflessivo; per es.: si può rispondere di sì o di no;

8) bevanda, distinto da te pronome personale; talvolta si può trovare scritto anche the, ma è meglio ;

9) sinonimo (anticheggiante e ricercato) di giorno, distinto da di preposizione;

10) ché nel significato di ‘perché’, distinto da che congiunzione e pronome; per es.: sbrigati, ché (= perché) è tardi; e sta’ a vedere, ché ci divertiremo! Oggi è ammessa sempre anche la forma senza accento.

Le sette note (do, re, mi ecc.) non si accentano mai. Spesso, per non confonderle con altri monosillabi non accentati, si scrivono con l’iniziale maiuscola oppure in corsivo.

Do, prima persona del verbo dare, si scrive senza accento.

Su si scrive sempre senza accento, sebbene qualcuno distingua ancora tra su preposizione, non accentato (su di lui pesavano gravi preoccupazioni), e avverbio, accentato (vieni sù).

Giù, invece, è accentato, come del resto tutti i monosillabi dittongati con accento sull’ultima vocale, che altrimenti si pronuncerebbero gìu ecc. Lo stesso vale per già, ciò ecc., che, in quanto forme non equivoche, non abbiamo incluso nel nostro elenco dei dieci monosillabi (non dittongati) obbligatoriamente accentati.

Molti monosillabi si scrivono invece con l’apostrofo, per es. nell’imperativo di certi verbi e nei casi di parole troncate nell’italiano antico o poetico: vedi qui.

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