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Le idee di Lia Stancanelli su lettori e scrittori oggi

La preside Lia Stancanelli ci dà l’interessante punto di vista di chi, oltre ad amare la letteratura e la lettura di per sé, guarda ai fenomeni con l’ottica della didattica scolastica e della ricerca di nuovo materiale e di idee creative per coinvolgere gli studenti.

Per una lunghissima stagione della mia vita (vent’anni, più o meno) ho dedicato il mio tempo “libero” a scrivere Grammatiche Italiane e Antologie scolastiche destinate ai ragazzi del Biennio delle scuole superiori. Un’attività che mi ha soddisfatto, divertito e gratificato moltissimo: insieme a due amiche – Alberta Mariotti e Mariella Sclafani – ci siamo gettate in progetti che, come le ciliegie, man mano che si andava avanti nel tempo si tiravano uno con l’altro …

Da quel preciso momento ho smesso di essere un “lettore per caso” e ho dovuto di necessità programmare le mie letture in modo da ottimizzare l’impiego del tempo in funzione di quello che era diventato un vero e proprio secondo lavoro. Il settore che ho curato in particolare è la saggistica, e quindi la mie letture sono state un po’ “a tema”, seguendo quelle che potevano essere nei vari momenti le problematiche di interesse maggiore dei ragazzi, nella fascia d’età dai 14 ai 16 anni.

Nell’era in cui internet non faceva neppure capolino da qualche parte, andavamo per librerie in tutta Italia: non c’era negozietto della stazione o grande catena libraria che non fosse da noi “setacciata” da cima a fondo. Magnifici i pomeriggi alla Feltrinelli di Firenze, a leggere spulciando qua e là per uscire poi cariche di idee e entusiasmo magari per avere scovato un Enzo Biagi fresco di stampa, o una pressoché ancora sconosciuta Adriana Zarri con le sue meravigliose “Favole di Samarcanda” (se riuscite a trovarlo, non perdetevi “La vergine Camilla”!! ), e poi via via, Andreoli, Mosca, Crepet, Gino Strada, Terzani, Starnone, Gherardo Colombo, Saviano, Pino Aprile, Villari, Konrad Lorenz … e Giobbe Covatta, Pino Caruso, Stefano Benni, e Oriana Fallaci, e Francesco Alberoni, e Mario Capanna, e Vittorio Zucconi, e Umberto Eco …

Cito in disordine e pesco a caso “nel mucchio”, come probabilmente disordinate e affollate sono state in quegli anni le mie letture … Credetemi, ho accumulato veri tesori di saggezza da un lato e di puro divertimento dall’altro.

Nel mio “vero” lavoro – di insegnante prima e preside, o, come si dice oggi, dirigente scolastica poi – sono stata a contatto con centinaia di insegnanti e migliaia di studenti (in quarant’anni ci stanno tutti!), e vi assicuro che se sono guidati e incanalati nel modo giusto, i giovani si appassionano alla lettura e fra loro ci sono quelli che sicuramente resteranno lettori “forti” per tutta la vita. La scuola fa un ottimo lavoro in questo ambito; peccato che le cose positive non facciano notizia … Così sappiamo tutto dei bulli cretini che legano il disabile ad un albero, e niente dei “secchioni” che preferiscono una poltrona e un libro, né delle decine e decine di insegnanti che realizzano bellissimi Progetti Lettura e Incontri con gli Autori nelle scuole di tutta Italia! Certamente al tempo dei social network, e degli iphone, ipad e mille altre diavolerie, la concorrenza è terribile e la battaglia è anche abbastanza impari, e tuttavia voglio credere che il libro abbia ancora molte carte da giocare, magari anche nella sua nuova veste digitale …

Quanto a me, passata quella stagione confesso che mi sono sentita un po’ spiazzata e disorientata. Non avendo più una bussola a cui fare riferimento, mi sembrava di avere tante letture da recuperare, e nello stesso tempo non mi era chiaro quali … Italiani o stranieri? Se c’è una critica che posso azzardare, mi pare che in Italia si pubblichi – e si pubblicizzi – troppo e di tutto. I classici più o meno contemporanei (i vari Sciascia, Bufalino, Calvino, Consolo …) sono fuori discussione, ma poi a star dietro ai vari premi Strega o Campiello o ai festival della Letteratura viene qualche capogiro. E così mi rifugio spesso tra gli stranieri. Murakami (“1Q84”) mi è piaciuto moltissimo; gli israeliani Grossman, Oz, Yehoshua, gli spagnoli Carlos Ruiz Zafòn e Clara Sanchez, l’argentina Elsa Osorio, e il marocchino Thar Ben Jelloun, sono tra le mie compagnie preferite.

Tuttavia mantengo l’abitudine di un sano disordine affidandomi alle suggestioni del momento. O anche – udite udite! – alle occasioni di e-book che finiscono quotidianamente nella mia casella di posta. L’e-book è sicuramente una invenzione meravigliosa: hai una curiosità da soddisfare subito, senza aspettare neppure un momento? Un giro sul web, un click, e il libro è lì, sul tuo ipad o sul tuo kindle, pronto a riempire la tua serata e farti compagnia. Ottimo da portare sotto l’ombrellone, più maneggevole e pratico della carta: così quest’estate ho letto Emilio Lussu, “Un anno sull’altipiano” che era sfuggito alle mie letture giovanili. Ma il fascino della carta che scricchiola tra le mani, e ti fa tornare indietro e andare avanti come e quando vuoi, sottolineare, evidenziare, annotare, stropicciare … quel fascino è davvero ineguagliabile. Almeno per me che – come mi ha insegnato Piero Dorfles in uno dei miei amati saggi (Il ritorno del dinosauro. Una difesa della cultura) – sono un dinosauro e non lo sapevo!

Se dovessi consigliare una lettura in questo momento mi viene da pensare ancora ad un saggio, di Massimo Recalcati (L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento). Forse è un consiglio di parte, per addetti ai lavori, ma vedete di averlo tra le mani e ve ne innamorerete. Io – proprio per soddisfare quel piacere da dinosauro di cui dicevo – l’ho letto prima in versione digitale, ma poi ho sentito la necessità di comprarlo “in carta e ossa”. Provate anche voi!

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